Con la moda come filo e la tecnologia digitale come navetta: Shenzhen e Milano “tessono” una nuova rete di cooperazione globale

Dal 17 al 19 luglio si è tenuta a Longhua, Shenzhen, la Settimana della Moda Shenzhen-Milano 2026, dal titolo “Moda digitale e intelligente: espressione orientale”. Nel corso dei tre giorni, i marchi cinesi e italiani hanno sfilato insieme, dando vita a una fusione tra le culture orientale e occidentale; numerosi ospiti provenienti da Italia, Perù, Malesia, Corea del Sud e da molti altri paesi e regioni hanno partecipato a un approfondito scambio di idee su moda, tecnologia, cultura e industria.

 

“Milano è famosa in tutto il mondo come capitale del design e della moda. Shenzhen, invece, grazie al suo straordinario dinamismo, è emersa come polo globale di riferimento per l’innovazione, la produzione avanzata e le nuove tecnologie. » Come ha affermato il vicesindaco di Milano Tommaso Sacchi, se Milano rappresenta l’espressione classica della moda mondiale, Shenzhen continua invece a scrivere una narrazione innovativa sul futuro. Due città apparentemente lontane, che si incontrano grazie alla moda e si avvicinano sempre di più grazie all’innovazione.

Tommaso Sacchi
(Tommaso Sacchi)

Dal 2024 al 2026, la Settimana della Moda Shenzhen-Milano ha compiuto tre anni, evolvendosi gradualmente da una collaborazione “bilaterale tra Cina e Italia” a una cooperazione multilaterale incentrata su “un approfondimento delle relazioni tra Cina e Italia + un collegamento con l’Asia-Pacifico”.

Anche sul futuro della Settimana della moda di Shenzhen e Milano si aprono nuove prospettive.

Moda delle due città: dal “andare oltre i confini” alla “creazione congiunta”

La sera del 17 luglio, alla serata inaugurale del Dalan Fashion Town, le maniche svolazzanti delle attrici di opera cantonese si sono intrecciate con le passerelle delle modelle occidentali, mentre i pesci-tartaruga nuotavano nell’aria. L’opera cantonese, i pesci-tartaruga, le top model internazionali e le luci digitali hanno dato vita insieme a un contesto di moda orientale unico nel suo genere. Sotto lo schermo "Feitian" e lo spettacolo di luci, i marchi italiani Domenico Orefice, Casa Preti e momonì hanno sfilato insieme ai marchi cinesi HUI e RAXXY Ruixi: il taglio italiano e l’estetica orientale si sono incontrati sulla stessa passerella, dando un’interpretazione ancora più autentica al concetto di "moda delle due città".

 

 

In piedi sulla passerella, osservando i marchi cinesi e italiani sfilare insieme, Zhao Huizhou, stilista cinese e fondatrice del gruppo Yizhi Hui Fashion, ha commentato con emozione che il significato della Settimana della Moda delle Due Città non risiede solo nel presentare un grande evento di moda, ma anche nel costruire un ponte di scambio e cooperazione continui tra l’industria della moda cinese e quella italiana. «In passato, sia quando i marchi cinesi si affacciavano sui mercati internazionali, sia quando quelli italiani entravano in Cina, mancava un ponte di collegamento».

 

“Tutti possono incontrarsi, confrontarsi, fondersi ed esprimersi sulla stessa passerella. In questo modo, tutti gli spettatori possono percepire il fascino della moda ispirata all’estetica orientale cinese e, al contempo, ammirare la maestria dei marchi italiani in termini di tessuti, lavorazione e stile.” Ha affermato Feng Changhong, presidente della Piattaforma cinese per l’innovazione collaborativa nel design industriale e presidente dell’Associazione del settore del design industriale di Shenzhen.

 

Feng Changhong
Presidente del Consiglio di amministrazione della Piattaforma cinese per l'innovazione collaborativa nel design industriale
Presidente dell’Associazione del settore del design industriale di Shenzhen

Per Feng Changhong, un’immagine del genere rappresenta piuttosto la risposta a quindici anni di ricerca.

Nel 2009, Shenzhen ha tentato per la prima volta di partecipare alla fiera 100% Design di Londra, ma è stata respinta per nove volte consecutive; solo nel 2011 la città è riuscita davvero a varcare i confini nazionali, partecipando alla fiera 100% Design di Londra. All’epoca, il design cinese cercava di dimostrare di «non essere una semplice copia», ma di possedere una propria capacità creativa; nel 2025, Shenzhen ha portato a Milano robot, tecnologia digitale e design ispirato al patrimonio culturale immateriale, in quella che la Xinhua ha definito «la versione 2.0 dell’espansione del design cinese all’estero»; oggi, i marchi cinesi e italiani condividono davvero lo stesso palcoscenico per esprimere la propria identità.

Feng Changhong ritiene che ciò significhi che il design di Shenzhen sia passato dalla fase del “andare verso l’esterno” a quella della “creazione congiunta”.

A sostenere questo cambiamento non è solo un evento di moda, ma l’intero ecosistema industriale di Shenzhen. Oggi, la Città della Moda di Dalang riunisce oltre 700 aziende del settore e più di 300 marchi propri, vanta 9 stilisti vincitori del “Premio Jin Ding” per il design di abbigliamento cinese e ha dato vita a un sistema completo in cui design, produzione, marchi e catena di approvvigionamento si sviluppano in modo sinergico. Dalla progettazione assistita dall’intelligenza artificiale, alla ricerca e sviluppo digitale, fino alla produzione intelligente, la tecnologia sta continuamente ridefinendo l’industria della moda tradizionale. Prima dell’inaugurazione, gli ospiti internazionali hanno visitato le aziende Yizhi Hui, Xinbaili e Ying’er; l’intero ciclo chiuso dell’ecosistema delle imprese della moda di Dalang – dalla progettazione con l’intelligenza artificiale alla produzione, dalla catena di approvvigionamento al prodotto finito, fino al marchio – ha suscitato grande entusiasmo tra gli ospiti.

 

Simone Guidarelli, noto stilista e direttore artistico italiano, ha affermato che ciò che lo ha colpito di più non è stata la tecnologia in sé, bensì il fatto che gli stilisti di Shenzhen la utilizzino davvero come linguaggio creativo, anziché come semplice effetto visivo: «Shenzhen mi ha fatto capire che l’innovazione e l’identità culturale possono fondersi in modo del tutto naturale».

Tre anni fa, in occasione della prima edizione della Settimana della Moda delle Due Città, Shenzhen si è presentata al mondo soprattutto per farsi conoscere; oggi, sempre più marchi internazionali partecipano di propria iniziativa all’evento, collaborando con Shenzhen in un’esplorazione della moda del futuro. L’atteggiamento del settore della moda internazionale nei confronti dell’ecosistema della moda di Shenzhen ha compiuto un salto di qualità, passando da una fase di “attesa e comprensione” a una di “riconoscimento e rispetto”.

La cultura delle due città: il linguaggio internazionale dell’espressione orientale

 

Se le passerelle rappresentano la moda, l’evento “Moda digitale e intelligente: il campo di attrazione dell’estetica orientale” mette in luce un’altra interpretazione dell’estetica orientale da parte di Shenzhen.

I cinque capitoli — “Entrata”, “Tracciabilità”, “Conflusso”, “Rinascita” e “Ritorno al cuore” — intrecciano un percorso narrativo che abbraccia tradizione e futuro. Seguendo il principio secondo cui «la moda è la forma, la tecnologia è la struttura portante e la cultura è l’anima», fili, ceramica, gioielli, interazioni digitali e dispositivi intelligenti si fondono per creare un’esperienza immersiva dedicata allo stile di vita orientale. Gli organizzatori spiegano il filo conduttore della mostra: «Campo di gravità» non è solo una mostra, ma attira l’attenzione non solo di Shenzhen e Milano, ma anche di tutta la Cina e del mondo intero. Estetica orientale, fusione tra culture orientali e occidentali, dialogo artistico, collaborazione nel design… tutti questi elementi convergono qui.

 

Maria Jole Serreli, direttrice artistica di “Moda digitale e intelligente: il campo di attrazione dell’espressione orientale”, auspica che questa non sia solo una mostra, ma un’occasione di comprensione reciproca tra culture. «Questi oggetti esposti non sono solo opere d’arte, ma anche veicoli che collegano l’artigianato tradizionale con l’alta tecnologia». Secondo lei, la caratteristica più distintiva di Shenzhen è proprio quella di «infondere continuamente nuova vitalità alla cultura tradizionale attraverso la tecnologia, consentendo al contempo a un numero sempre maggiore di europei di riscoprire Shenzhen attraverso il design».

 

Maria Jolei Serelli
(Maria Jole Serreli)

Durante la Settimana della Moda delle Due Città si sono susseguite anche una serie di iniziative, tra cui l’Incontro di scambio culturale sino-cinese e la Notte della Moda di Luhu, in cui gli ospiti hanno stretto amicizia attraverso la cultura e espresso i propri sentimenti attraverso la musica. Dal contesto storico del Castello Sforza di Milano alla trasformazione innovativa delle stampe di Longhua Guanlan; dalla tutela e gestione del patrimonio culturale urbano alla sinfonia improvvisata tra la musica tradizionale Ruan e la musica elettronica, civiltà diverse si sono ispirate a vicenda e si sono rispecchiate l’una nell’altra attraverso lo scambio.

Han Han, professore associato a tempo indeterminato di Design presso l’Università di Shenzhen e dottoressa in Design presso il Politecnico di Milano, ha partecipato all’intero evento di scambio culturale sino-italiano. Ha notato che, nel corso della condivisione dei progetti culturali rappresentativi delle rispettive città di Shenzhen e Milano, la discussione non si è limitata alla semplice presentazione delle esperienze: «Attraverso il dialogo e lo scambio di idee, entrambe le parti hanno aperto nuove prospettive di collaborazione, traendo grande ispirazione l’una dall’altra».

 

Han Han
Docente associato a tempo indeterminato di Design presso l’Università di Shenzhen
Dottorato in Design presso il Politecnico di Milano, Italia

Sia nel caso del “campo gravitazionale” che in quello degli incontri di scambio, l’espressione interculturale le ha permesso di cogliere un ulteriore livello di significato. Han Han, caporedattrice del *Libro blu delle capitali mondiali del design*, ha una visione accademica approfondita delle relazioni tra le due città. A suo avviso, il principale punto in comune tra Shenzhen e Milano risiede nel fatto che entrambe considerano il design un importante motore dello sviluppo urbano. La differenza sta nel fatto che Milano vanta un lungo retaggio storico, mentre Shenzhen incarna l’energia innovativa della città del futuro; questi due diversi caratteri urbani formano proprio una relazione di complementarità di grande valore.

“Milano desidera raccontare al meglio la propria storia e, al contempo, tramandare la cultura attraverso mezzi innovativi. Una caratteristica fondamentale di Shenzhen è che creiamo costantemente la cultura presente e futura di questa città. L’eredità storica e la mentalità innovativa di Milano, unite alla capacità di Shenzhen di trasformarsi rapidamente, generare nuove idee con grande efficienza e alla rapidità di risposta della sua catena del valore nel concretizzare tali idee: credo che in futuro le due città avranno un enorme potenziale di sviluppo nei settori della moda, della creatività e del design.”

Han Han ha notato in particolare che il nome inglese di questa edizione dell’evento è “Lifestyle Week”, anziché il tradizionale “Fashion Week”. A suo avviso, la moda non è più solo abbigliamento, ma è uno stile di vita, un sistema industriale completo e anche un importante mezzo di scambio tra culture diverse. Dalla creatività e dal design alla produzione e alla comunicazione, la moda sta diventando un linguaggio fondamentale che collega tecnologia, cultura e industria.

Ed è proprio questo il significato dell’“espressione orientale”: non si tratta semplicemente di mettere in mostra la cultura tradizionale, ma di offrire alla cultura orientale nuove forme di espressione internazionale nell’era digitale.

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Dalle città gemellate alla cooperazione multilaterale: la collaborazione è in continua crescita

Rispetto alle due edizioni precedenti, il cambiamento più significativo di questa edizione della Settimana della Moda delle Due Città è il continuo ampliamento della portata delle collaborazioni.

Oltre all’Italia, l’evento di quest’anno ha accolto ospiti provenienti da diversi paesi e regioni, tra cui Perù, Malesia e Corea del Sud. Nel corso dei tre giorni, gli organizzatori hanno messo in programma una serie di attività dal titolo “Moda digitale e intelligente: un viaggio alla scoperta delle connessioni”, gli ospiti hanno visitato il Museo della Moda Centenario Yizhi Hui, il Parco Industriale New Belle, la sede centrale del Gruppo Ying'er Fashion, il Polo Industriale della Stampa Artistica Originale di Guanlan, il Centro Utenti Hongmeng Zhixing, Huichuan Technology e il mercato storico di Guanlan, per osservare da vicino la fusione tra l'industria della moda, l'innovazione tecnologica e lo sviluppo culturale a Shenzhen.

Dalle sale espositive digitali delle aziende agli abitacoli delle auto intelligenti, dai laboratori di incisione ai mercati tradizionali secolari, gli ospiti si sono fermati più volte per scambiare opinioni, scattare foto e documentare il tutto, intrattenendo discussioni approfondite con i responsabili aziendali, i designer e gli artisti. Queste visite immersive hanno inoltre offerto scenari più concreti per la collaborazione industriale.

 

Victor Gustavo Freundt Melendez, direttore del Fab Lab peruviano, ritiene che l’aspetto più degno di essere preso a modello a Shenzhen sia l’interazione completa che si è creata tra tecnologia, design, industria ed ecosistema dell’innovazione. Ha proposto che, sulla base della cooperazione tra Shenzhen e Milano, si possa includere anche Lima, la capitale del Perù, per creare un quadro di cooperazione tra le tre città – Shenzhen, Milano e Lima – che, con l’industria della moda come filo conduttore, promuova gli scambi culturali ed economici tra la Cina e il Perù.

 

Víctor Gustavo Frente Meléndez
(Victor Gustavo Freundt Melendez)
Direttore del Fab Lab del Perù

Carlos Antonio Mondragon Velasquez, consulente del presidente del Consiglio Nazionale per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione del Perù (CONCYTEC), ha invece affermato che spera di approfondire ulteriormente la cooperazione attraverso il “Hub per il design innovativo Cina-Perù”, il cui accordo è stato firmato durante la Settimana della Moda delle due città, mettendo in contatto università, istituti di ricerca, imprese, imprenditori, designer e organizzazioni pubbliche dei due paesi, e creando valore per il Perù e la Cina attraverso il sostegno alla ricerca collaborativa, al trasferimento tecnologico, alla formazione del personale e a vari progetti innovativi. «Mi auguro che questo possa segnare l’inizio di una partnership a lungo termine, in grado non solo di promuovere lo sviluppo delle industrie creative, ma anche di favorire la cooperazione tra le due parti in ambiti più ampi della scienza, della tecnologia e dell’industria».

 

Carlos Antonio Mondragón Velázquez
(Carlos Antonio Mondragon Velasquez)
Consulente del presidente del Consiglio nazionale per la scienza, la tecnologia e l’innovazione del Perù (CONCYTEC)

Li Jianye, membro dell’Ufficio per gli affari internazionali e governativi della Federazione dei Cinesi della Malesia, ha sintetizzato la collaborazione tra Shenzhen e Milano definendola «un connubio tra immaginazione e capacità di realizzazione». A suo avviso, Milano eccelle nel definire il discorso internazionale sulla moda, mentre Shenzhen possiede la capacità di concretizzare rapidamente le idee creative e di integrare le risorse industriali; ciò che le due città creano insieme non è solo un prodotto, ma un nuovo modello di cooperazione internazionale.

 

Li Jianye
Membro dell’Ufficio per gli affari internazionali e governativi della Federazione dei Cinesi della Malesia (MCA)

Questa è anche una delle caratteristiche più salienti della Settimana della Moda Shenzhen-Milano 2026: l’evento, strettamente legato a due importanti occasioni internazionali – il 56° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia e lo svolgimento del vertice APEC a Shenzhen –, costituisce una piattaforma di cooperazione nel settore della moda digitale e intelligente, improntata allo scambio reciproco tra Cina e Italia e alla collaborazione multilaterale nell’Asia-Pacifico.

Come ha affermato Han Han, in futuro la Settimana della Moda Shenzhen-Milano non si limiterà a collegare Shenzhen e Milano, ma diventerà anche un’importante piattaforma per lo scambio e la cooperazione nel campo della moda tra le città dell’Asia-Pacifico e di tutto il mondo.

Conclusione: i prossimi tre anni, infinite possibilità

 

Tre anni fa, Shenzhen sperava di affacciarsi al mondo attraverso la moda; tre anni dopo, è il mondo ad affacciarsi a Shenzhen attraverso la moda. Dove porterà la Settimana della Moda delle due città nei prossimi tre anni?

Feng Changhong ha definito le sue aspettative per il futuro come l’“era 3.0” dell’espansione del design cinese all’estero. Ha affermato di sperare che, in futuro, la collaborazione tra le due città non si limiti più alla semplice presentazione reciproca dei propri prodotti, ma porti alla creazione congiunta di nuovi prodotti, nuovi marchi e nuovi valori. Shenzhen vanta un’industria dell’innovazione tecnologica e dell’elettronica di consumo all’avanguardia a livello mondiale, mentre Milano possiede una profonda tradizione nel campo del design della moda. Se le due parti collaborassero alla ricerca e allo sviluppo, «la prossima volta che si presenteranno sulla scena internazionale non saranno più solo prodotti provenienti da Shenzhen o da Milano, ma nuovi marchi creati congiuntamente da entrambe le parti. A quel punto, saremo entrati davvero nell’era 3.0».

Han Han ha affermato che la caratteristica principale della Settimana della Moda delle Due Città è quella di essere una piattaforma di cooperazione internazionale sempre attiva, e non solo un evento isolato. Parlando del futuro, ha espresso l’auspicio che il ruolo della piattaforma continui ad ampliarsi, affinché ogni edizione dell’evento diventi un nuovo punto di partenza per la cooperazione, consentendo alle risorse di design, ai progetti industriali e allo scambio di talenti di continuare a svilupparsi anche al di là dell’evento stesso.

L'idea di Víctor Gustavo Frent Meléndez riguardo al progetto “Tre città, una creazione” coincide perfettamente con quella di Li Jianye: entrambi sperano che, in futuro, grazie all'effetto aggregante della piattaforma della Settimana della Moda delle Due Città, un numero sempre maggiore di città possa connettersi tra loro attraverso il design, la tecnologia e la moda, dando vita a una rete di cooperazione internazionale in continua espansione.

 

Dalle mostre alla co-creazione, dalle due città a un contesto multilaterale, da un singolo evento a una piattaforma che collega in modo continuativo le risorse globali. La Settimana della Moda Shenzhen-Milano continua ad ampliare i confini della collaborazione. Un seme piantato tre anni fa sta ora sviluppando sempre più rami e foglie. Proprio come illustra l’opera interattiva «Wanxiang Shenghua» (La vita sboccia in mille forme), presentata nell’ambito dell’esposizione «Moda digitale e intelligente: il campo di attrazione dell’espressione orientale», moda, design, tecnologia e cultura di diversi paesi e città si incontrano qui; idee creative diverse si scontrano e si alimentano a vicenda, dando vita continuamente a nuove forme di espressione e nuove possibilità attraverso la co-creazione.

Tutto fiorisce: il futuro della Settimana della Moda delle Due Città offre infinite possibilità.

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